IL GOL DEL SECOLO NELLA PARTITA DEL SECOLO


Chi è nato come me nei primi anni 70, ha dovuto aspettare l’estate 1982 per dire di aver incrociato la storia del calcio, quando una banda di italiani guidati da un vecchio saggio con la pipa rifilò 3 gol (di Paolo Rossi) a una squadra di semi-dei brasiliani bailanti e poi altri 3 gol a una corazzata di panzer tedeschi. Campioni del mondo! Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!


Prima di allora, anni di rimpianti per essere venuti al mondo in ritardo e aver così perso “il partido del siglo”: 17 Giugno 1970, Città del Messico, Stadio Azteca, Semifinale di Coppa del Mondo (o per essere più precisi, Coppa Rimet), Italia–Germania 4-3 dopo i tempi supplementari. Allo stadio c’è anche una targa che lo certifica.


Di quella partita si è detto di tutto e di più: si sono scritti libri, raccontati anedotti, prodotti film. Una generazione si è riconosciuta in quella sfida e in quella rocambolesca e fortissimamente voluta vittoria: 102.444 spettatori dentro lo stadio e oltre 30 milioni di tifosi azzurri davanti al televisore in una delle tante notti italiane che il calcio ci ha regalato.


Il gol del secolo nella partita del secolo è quello che segna Gianni Rivera - primo italiano a ricevere il Pallone d'oro, giusto l'anno prima - al 6° minuto del secondo tempo supplementare. Solo un minuto e sei passaggi prima la Germania aveva pareggiato i conti: calcio d’angolo, mischione in area, spizzata di Muller di testa e palla infilata beffarda tra Rivera e il palo nonostante un accenno di movimento d’anca del nostro numero 14 per deviarla. La leggenda narra che Albertosi – il portiere – insultò così tanto Rivera che quest’ultimo, per farsi perdonare rispose deciso: “Ora scendo giù e segno”. “Ti conviene” fu la minaccia del portiere.


Palla al centro…Rivera…De Sisti…Facchetti…lancio profondo sulla fascia per Boninsegna che fa a sportellate con il terzino tedesco, scappa via con il testone basso, entra in area e mette un pallone al centro, rasoterra, leggermente ad uscire…


Il primo ad abbracciare Rivera è Riva; poi Domenghini, De Sisti, Facchetti. Alcuni stanno invece festeggiando Boninsegna e il suo assist. Sono abbracci felici e spontanei, brevi, di un calcio d’altri tempi. Pochi secondi e si è già nella propria metà del campo per riprendere a giocare.


Nando Martellini, la voce emozionata che dodici anni dopo racconterà anche l’altro appuntamento con la storia al Mundial spagnolo nel 1982, dice una cosa bellissima: “Che meravigliosa partita signori ascoltatori italiani, non ringrazieremo mai abbastanza i nostri giocatori per le emozioni che ci stanno dando!”. Sullo sfondo si sente il boato dello stadio e la voce di un fonico della Rai che urla a squarciagola “Vinciamo! Vinciamo! Vinciamo!”. Al triplice fischio finale le strade e le piazze italiane sono invase da milioni di persone.

Martedì Gianni Rivera sarà a Cernusco a raccontare la sua vita raccolta in un libro. Potrò, potremo fargli qualche domanda e certo sarà bellissimo ascoltare le parole di chi ha segnato il gol del secolo nella partita del secolo.

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PS del giorno dopo: come testimoniato dalla foto qui sotto, qualche copia del gol del secolo è stata anche autografata :-)

#Incittà #DavantiallaTV

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